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Percorso di prevenzione e gestione delle situazioni conflittuali rivolto alle scuole secondarie di primo grado

Tutte le dinamiche conflittuali, e in particolare quelle che riguardano fenomeni di bullismo, si autoalimentano a causa dell’incapacità degli attori principali (vittime, carnefici e osservatori) di riconoscersi all’interno o all’esterno della dinamica stessa: quando ci si rende conto, spesso, l’escalation ha già raggiunto un livello tale da rendere difficile, se non impossibile, il ristabilirsi della situazione pacifica dalla quale si era partiti.

L’esperienza didattica “MediaMente Bullo” si sviluppa in tre tappe, con l’obiettivo di instillare nella scuola la cultura della mediazione come strumento efficace di gestione dei conflitti, con particolare attenzione verso quei fenomeni che sono particolarmente diffusi nei contesti scolastici, come per l’appunto il bullismo.

Si tratta di un percorso graduale, che per poter mostrare la sua efficacia necessita di un’adesione da parte della scuola almeno biennale. Grazie al lavoro svolto con le classi prime i ragazzi avranno più facilità nel riconoscersi all’interno di un conflitto, o nel riconoscere una situazione di tensione nella propria classe, arrivando a chiedere un intervento esterno “prima che sia troppo tardi” e che il conflitto si trasformi in litigio fisico e violento. A questo punto entreranno in gioco i ragazzi di terza, formati in seconda, i quali saranno in grado di gestire e placare situazioni conflittuali grazie allo strumento della mediazione.

Scendendo più nel dettaglio, la prima tappa (rivolta a tutte le classi prime) partirà dalla definizione più generale di “conflitto”, fornendo ai ragazzi gli strumenti necessari per riuscire a riconoscere/riconoscersi in un conflitto, per poi scendere mano a mano nella specificità del bullismo. Partendo dal presupposto che l’intervento possa essere utile tanto sul bullo quanto sulla vittima e chiarendo che un ruolo fondamentale è anche rivestito da tutte le persone apparentemente esterne alla situazione conflittuale, i ragazzi saranno guidati nell’esplorazione di se stessi, che finisce col trasformarsi in esplorazione dell’“altro” diverso da me (ma forse non poi così tanto…). Al termine del percorso verrà introdotto ai ragazzi lo strumento della mediazione come mezzo attraverso il quale gestire il conflitto e ri-scoprire l’altro, grazie all’intervento di una figura terza imparziale.

La seconda tappa (rivolta a tutti gli studenti di seconda che, particolarmente stimolati dal percorso fatto in prima, dimostrano di essere interessati a diventare mini-mediatori), approfondisce in 12 incontri distribuiti nell’arco dell’anno scolastico il tema della mediazione, formando i ragazzi all’utilizzo di questo strumento. Si tratterà di un vero e proprio corso teorico e pratico, al termine del quale i ragazzi saranno pronti per intervenire, su richiesta, nella gestione dei conflitti scolastici.

La terza tappa, infatti, consisterà nella costituzione di una vera e propria équipe di mini-mediatori, attivi a turno durante gli intervalli per effettuare dei brevi colloqui con i ragazzi che, riconoscendosi in una dinamica conflittuale, richiederanno l’aiuto del mediatore per riuscire ad uscirne e per poter stare meglio. Durante tutta questa fase ai mini-mediatori sarà offerta una supervisione mensile per discutere in équipe i casi conflittuali e pianificare insieme eventuali tavoli di mediazione.

Classi Prime (4 incontri da 2 ore)

Cos’è un conflitto?

  1. Definizione
  2. Situazione o problema?
  3. Le 4 tipologie di conflitto
  4. Comunicazione e conflitto

Riconoscersi nel conflitto

  1. L’escalation: come riconoscerla (le tre fasi)
  2. L’escalation: come fermarla
  3. Dalla rabbia alla violenza
  4. L’importanza della richiesta d’aiuto
  5. Il processo di de-escalation

Tutti bulli? Tutti vittime?

  1. Il bullismo in generale
  2. Caratteristiche del bullo
  3. Caratteristiche della vittima
  4. Diverse tipologie di bullismo

Elementi di mediazione

  1. Una soluzione “possibile”
  2. Equivicinanza e terzietà del mediatore
  3. Caratteristiche del tavolo di mediazione

Classi Seconde (12 incontri da 2 ore, orario extra-scolastico?)

FORMAZIONE MINI-MEDIATORI (formazione specifica rivolta a gruppi di 10-12 ragazzi)

  1. Definizione di conflitto
  2. Definizione di mediazione
  3. Il problema “culturale” della mediazione in Italia
  4. Caratteristiche del mediatore:
  5. Ascolto attivo, empatia, osservazione      - 
  6. Equidistanza, equivicinanza      -
  7. La terzietà      -
  8. Dall’escalation alla de-escalation
  9. Gli errori da evitare
  10. Il primo colloquio
  11. Il tavolo della mediazione: le 3 fasi dell’incontro
  12. Gestire le domande e i silenzi
  13. L’importanza della consapevolezza
  14. Simulazioni pratiche di mediazione

Classi Terze

  1. Incontro di ripasso generale e pianificazione delle attività
  2. Apertura di uno sportello di mediazione durante gli intervalli (ragazzi formati in seconda)
  3. Supervisione mensile dell’équipe di mini-mediatori

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