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Quando instauriamo una qualche relazione con chi non conosciamo mettiamo automaticamente in atto un sistema che evidenzia tre momenti chiave: conoscere e riconoscere - provare empatia e scegliere - immedesimarsi e riflettersi. Pertanto, quando conosco qualcuno o vengo a contatto con una realtà a me sconosciuta, devo imparare a vederla contemporaneamente come uguale e diversa da me per riconoscerla, immedesimandomi in essa e vedendomi nel riflesso dell’altro, provando empatia e sentendomi parte di quell’altra realtà proprio perché l'ho conosciuta. Si arriverà così a scegliere l inclusione delle diversità per conoscere sempre meglio ciò che è diverso da me e ciò che sono io.

Tra le molteplici forme che la diversità occupa, quella della disabilità è forse la più immediata da etichettare; ma tutto ciò che è al di là dei parametri della normalità è disabilità. La questione sta nel capire cosa sianormale e cosa siadiverso: la medesima situazione calata in due realtà differenti viene interpretata con due modalità di lettura, pur essendo la stessa in entrambi i contesti.

OBIETTIVO

L’obiettivo di questo percorso è mettere in luce la positività della diversità; riflettendo insieme su come ciò che in prima battuta ci differenzia, se analizzato con maggiore attenzione, ci avvicina gli uni gli altri in una condizione di esseri umani DIVERSAMENTE UGUALI. Fornendo ai ragazzi strumenti che permettano loro di vedere l’individuo prima dell’elemento di diversità, la persona prima della disabilità. Facendo in modo che in nome dell’uguaglianza non avvenga un appiattimento dei bisogni del singolo, ma che si avverta e si viva la propria diversità come ricchezza di unicità appartenente esclusivamente al singolo.

METODOLOGIA

Questo percorso rientra nel progetto “La Bottega di Umanità” con il quale si intende promuovere una visione artigianale del lavoro sociale attraverso l’utilizzo e la divulgazione di diversi “attrezzi del mestiere”. Lo strumento utilizzato in questo caso sarà quello della “didattica sociale”, che consiste nell’utilizzare una determinata realtà sociale, apparentemente distante da quella a cui ci si rivolge, da una parte per aumentare le conoscenze nei confronti di questa realtà e dall’altra per spingere ad assumere una prospettiva diversa nel vedere le cose. Una prospettiva che magari si scoprirà non essere poi così distante dalla nostra.

La campagna tratta due argomenti a tutti noti, con questo percorso si vuole però avvicinare i ragazzi alle tematiche della diversità e della disabilità con una prospettiva che va oltre lo slogan “siamo tutti uguali”, specificando che “siamo tutti uguali perché tutti diversi”. Partendo dall’ articolo 3 della Costituzione, la classe approccerà al diritto di uguaglianza cogliendola come equità di trattamento.

Ogni incontro svilupperà uno dei tre momenti chiave del sistema che si attua quando si incontra una realtà diversa dalla propria; il percorso sarà in totale composto da tre momenti. Ogni lezione sarà costituita dauna parte didattica e una parte esperienziale; la prima includerà la trasmissione di nozioni in modo frontale, la visione di filmati e la condivisione di esperienze ed emozioni, la seconda prevederà l’apprendimento attraverso attività ludiche e di stimolazione corpo-mente.

A CHI

Il percorso è rivolto agli alunni della scuola secondaria di primo grado.

DOVE

L’attività verrà declinata a seconda degli spazi scolastici messi a disposizione.

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