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Dibattito al D’Azeglio sulla piaga del bullismo

L’unico metodo per sradicare la piaga del bullismo dalla nostra società è quello di cambiare la mentalità, imparando la prevenzione tra i banchi di scuola. Ne sono convinti i sostenitori del progetto «Mediamentebullo», presentato il 21 settembre presso l’aula magna del liceo D’Azeglio. È promosso dal Rotary Distretto 2031 (afferente al territorio del nord Piemonte e della Valle d’Aosta e  appresentato dal governatore in carica Enrico Reiteri), in collaborazione con l’Associazione Doing Philantropy onlus (con il presidente Paolo Saviolo) che sosterranno economicamente e affiancheranno il lavoro di «Essereumani onlus», realtà ormai affermata sul territorio che si occupa di didattica sociale, recupero e dialogo con i carcerati, mediazione.

E proprio di mediazione si tratta in questo  progetto. Attraverso la specifi cità de «La bottega di umanità», progetto di Essereumani onlus che si impegna nel campo della formazione e delle campagne sociali, si sviluppa il percorso di prevenzione
e gestione delle situazioni confl ittuali rivolto alle scuole secondarie di primo grado. Si parte dunque dalla scuola media «perché è proprio lì che esplodono queste dinamiche confl ittuali, anche se hanno origine in altri contesti ancora più a monte» afferma il dirigente dell’Uffi cio per lo studente, l’integrazione e la partecipazione, Franco Calcagno. Dinamiche che si moltiplicano per la diffi coltà degli attori (vittime, carnefi ci ed osservatori) di individuare e riconoscersi parte di questa confl ittualità. «Dobbiamo allora agire alla radice del problema, non solo porvi rimedio a livello giudiziario – nota la prof.ssa Nadia Carpi, referente regionale dell’Osservatorio del bullismo per l’Uffi cio scolastico regionale – ma aiutando i ragazzi nella mediazione del confl itto, insegnando loro che non è necessaria la logica
della prevaricazione».

Il protocollo d’intesa, fi rmato dai soggetti impegnati a vari livelli nel progetto, prevede una fase di studio propedeutica alla realizzazione dell’intervento, che partirà in questo anno scolastico in 15 istituti
di istruzione, scelti dall’Ufficio scolastico, tra quelli che sono particolarmente interessati dal problema bullismo: il percorso di sensibilizzazione si svilupperà su tre tappe e coinvolgerà tutte le classi della
scuola media. Gli educatori di «Essere umani» porteranno i ragazzi a riconoscersi all’interno di una dinamica confl ittuale o di tensione, primo passo per imparare a chiedere aiuto e successivamente maturare la capacità di gestire e placare la situazione litigiosa grazie alla mediazione. Saranno 45 le classi coinvolte, individuate in 13 istituti delle circoscrizioni torinesi, due a Vercelli e Novara, e il progetto avrà una durata biennale.

«Il bullo e la vittima esistonoperché sono inseriti all’interno di un contesto – sostiene Juri Nervo, presidente di ‘Essereumani’ – noi dobbiamo partire dall’idea che i ragazzi, ma anche gli insegnanti e i
genitori, hanno del confl itto, per insegnare loro a mediare e a gestirlo».

Su questo tema interviene anche il dirigente Calcagno: «La prevenzione al fenomeno del bullismo è un punto fondamentale per la scuola. Mediazione e contesto preventivo sono gli strumenti giusti per
combattere il fenomeno, ma si possono realizzare solo se la scuola non è disgiunta dagli altri attori dell’educazione». Parla di comunità educante, che comprende oltre all’istituzione scolastica, gli enti
pubblici, le forze dell’ordine, il mondo del volontariato, le parrocchie e gli oratori, ma soprattutto la famiglia. «Spesso le famiglie non sono preparate a questi fenomeni: ci sono dei campanelli di allarme,
che possono signifi care molti altri problemi, e non necessariamente un fenomeno di bullismo; quello che suggeriamo sempre, però, è di interessarsi, di indagare presso gli amici, nella scuola».

Auspica ancora Franco Calcagno: «Tutti gli attori della comunità educante devono cominciare a parlarsi.

Informazioni aggiuntive

  • Tratto da: LA VOCE E IL TEMPO
  • Del: Domenica, 02 Ottobre 2016
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