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EssereUmani - EssereScuola

«EssereUmani» è una realtà nuova nel panorama della progettazione sociale, ma l'esperienza delle persone che ci lavorano è di lunga data. Il Movi­ mento nasce a Torino e ilteam che lo compone è legato a doppio filo con l'esperienza dell'«Eremo del Silenzio» (vedi «L'Ora di Religione» n.7, marzo 2015), luogo unico in Italia, aperto quattro anni fa presso l'ala un tempo destinata al41/bis fem­ minile, nell'ex carcere (oggi apprezzato Museo) delle «Nuove», in piena città.La scelta dellogo rac­ conta con efficacia lo spirito che anima ilgruppo di fondatori:«EssereUmani», dove la U diventa il disegno di un volto sorridente ed esalta il senso che compongono le altre lettere, ovvero «essere mani», diventare esperienza, conoscenza e colla­ borare per costruire e cambiare la società.

essereUmani

Per il movimento «EssereUmani» le parole «Io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo», emblema della filosofia Ubuntu,sono un obiettivo di lavoro, un impegno concreto e quotidiano, uno stile di vita.
Numerosi sono i percorsi e i laboratori sulla
mediazione e quelli sul perdono, dal programma di contrasto alla violenza sulle donne (in partner­ ship con «Lingua Madre» del Salone del Libro di Torino) allascuola, tema fondamentale per ilteam di lavoro e supportato dal portale «EssereScUo­ la». L'ideatore dell'«Eremo del Silenzio» e primo attivista di «EssereUmani», Juri Nervo, racconta:
«Abbiamo dedicato un intero portale al mondo della scuola per raccontare ilnostro approccio e le nostre iniziative. Connettendosi a www.esse­ rescuola.org si possono conoscere nel dettaglio tutte le nostre attività, dalla "Pedagogia della Lu­ maca" come movimento di decrescita, ai labora­ tori dedicati ai diritti naturali dei bambini; infine, le nostre campagne sul mondo del carcere, me-

diazione, perdono e silenzio. Il portale è pensato come luogo d'incontro, dove poter conoscerci e, perché no, dove accogliere idee e progettarle insie­ me.Dal portale "EssereScUola" è possibile scarica­ reilnostro manifesto, un testo aperto alcontributo di tutti, vivo e vivace, si può sottoscrivere e diven­ tare attivisti di "EssereUmani". È la nostra via per vivere la scuola da protagonisti:"Diventa tu stesso scuola, con le tue azioni". Ogni classe, ogni scuola che aderisce è invitata ad essere azionesul territo­ rio in cui si trova. Nel portale sono indicate alcune ipotesi di azioni, ma lasciamo ampio spazio alla fantasia e alla collaborazione dei singoligruppi».

essereScuola

«EssereUmani» promuove la «Didattica sociale», termine coniato proprio dal gruppo di lavoro. Alla base c'è l'idea che se il «il sociale insegna-io inse­ gno ilsociale»:ogni incontro è una relazione che nasce. Ogni incontro insegna qualcosa se mi met­ to nelle condizioni di non giudicare, essere pre­ sente a me stesso e accorgermi dell'altro.Ogni in­ contro è stato, ed è, uno stimolo per comprender­ si, per scavare e cogliere gli aspetti più profondi dell'essere umano.Qualunque individuo merita di essere vissuto per ciò che è davvero, non servono maschere o atteggiamenti preconfezionati. L'uo­ mo diventa disumano quando scappa, quando non ha il coraggio di fermarsi e distogliere l'atten­ zione da se stesso, posandolo verso l'altro.«Siamo convinti- prosegue Nervo- che per rimettere in moto la macchina inceppata della società contem­ poranea, partendo proprio dal motto "Io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo", ci sia bi­ sogno di persone che rompano ilcircolo vizioso in atto. C'è bisogno di parole come perdono, com­ passione, mediazione, consapevolezza. C'è bisogno che queste parole, da concetti astratti, diventino azioni concrete, quotidiane, naturali.
Così, l'ultimo, il reietto, ildimenticato, diventerà il nostro primo pensiero e si creerà uguaglianza, ci sarà pace.Significherà rispettare la propria storia per rispettare la storia dell'altro».

 Le giuste relazioni

Dalla lettura profonda delle relazioni instaurate si possono quindi imparare le cosiddette «giuste relazioni».Questo fa intravvedere la possibilità di sviluppare la filosofia Ubuntu.Il termine deriva da un'espressione in lingua bantu che significa «be­ nevolenza verso ilprossimo».È una regola di vita basata sulla compassione, sul rispetto dell'altro. L'Ubuntu esorta a sostenersi e aiutarsi in modo reciproco, prendere coscienza al contempo dei propri diritti e dei propri doveri.La filosofia Ubun­ tu è una spinta ideale verso l'umanità intera, un desiderio di pace ed è stata promossa, tra gli altri, dai premi Nobel Nelson Mandela e Nelson Tutu (uno dei più noti attivisti dei diritti umani nel Sud Africa, vincitore del Premio Nobel per la Pace nel 1984 grazie al suo impegno nel risolvere e porre fine all'apartheid).
Per «EssereUmani», l'Ubuntu rappresenta, allo stesso tempo, ilpunto di partenza e quello di ar­ rivo:ogni azione sottende il rispetto reciproco e l'idea che sia un legame di condivisione che unisce tutta l'umanità. Questo legame va compre­ so da ogni singola persona affinché la nostra so­ cietà non risulti più suddivisa in categorie, ma al contrario sia capace di accogliere tutti allo stesso modo, aiutando asistemareildisordine che ognu­ no si porta dentro.
Ubuntu è collaborazione, mutuo soccorso, deside­rio di pace, condivisione, difesa dei propri diritti e compimento dei propri doveri. Chi decide di in­ traprendere questa strada lo fa predisponendosi in modo da essere gentile, ospitale, generoso, pre­ muroso, affettuoso e vero. Diverrà, così, naturale usare le proprie energie in favore degli altri, i de-boli, i poveri, gli infermi, chiunque si incontri sul proprio cammino.
Può apparire utopia, ma ilconcetto diviene estre­ mamente concreto e attuabile facendosi carico nel quotidiano di un semplice ragionamento: «Trat­ tareglialtri esattamente come vorrei essere trattato io».
La scelta di sviluppare la filosofia Ubuntu da parte di «EssereUmani» è ben rappresentata da un pic­ colo passaggio che racchiude un grande significa­ to:il saluto. In lingua bantu, quando una persona ne incontra un'altra esclama:«Sawoboha»,cioè «Ti vedo». E l'altro risponde: «Sikhona», «Sono qui». Nella nostra società risulta palese che finché l'al­ tro non mi vede, io non esisto. Con un semplice saluto si afferma la nostra umanità riconoscendo quella altrui. Un punto di partenza fondamentale. Mandela ha descritto così Ubuntu: «L'attenzione verso gli altri per noi non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: "Voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?"».

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