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MediaMenteBullo

Percorso di prevenzione e gestione delle situazioni conflittuali rivolto alle scuole secondarie di primo grado

Tutte le dinamiche conflittuali, e in particolare quelle che riguardano fenomeni di bullismo, si autoalimentano a causa dell’incapacità degli attori principali (vittime, carnefici e osservatori) di riconoscersi all’interno o all’esterno della dinamica stessa: quando ci si rende conto, spesso, l’escalation ha già raggiunto un livello tale da rendere difficile, se non impossibile, il ristabilirsi della situazione pacifica dalla quale si era partiti.

L’esperienza didattica “MediaMente Bullo” si sviluppa in tre tappe, con l’obiettivo di instillare nella scuola la cultura della mediazione come strumento efficace di gestione dei conflitti, con particolare attenzione verso quei fenomeni che sono particolarmente diffusi nei contesti scolastici, come per l’appunto il bullismo.

Si tratta di un percorso graduale, che per poter mostrare la sua efficacia necessita di un’adesione da parte della scuola almeno biennale. Grazie al lavoro svolto con le classi prime i ragazzi avranno più facilità nel riconoscersi all’interno di un conflitto, o nel riconoscere una situazione di tensione nella propria classe, arrivando a chiedere un intervento esterno “prima che sia troppo tardi” e che il conflitto si trasformi in litigio fisico e violento. A questo punto entreranno in gioco i ragazzi di terza, formati in seconda, i quali saranno in grado di gestire e placare situazioni conflittuali grazie allo strumento della mediazione.

Scendendo più nel dettaglio, la prima tappa (rivolta a tutte le classi prime) partirà dalla definizione più generale di “conflitto”, fornendo ai ragazzi gli strumenti necessari per riuscire a riconoscere/riconoscersi in un conflitto, per poi scendere mano a mano nella specificità del bullismo. Partendo dal presupposto che l’intervento possa essere utile tanto sul bullo quanto sulla vittima e chiarendo che un ruolo fondamentale è anche rivestito da tutte le persone apparentemente esterne alla situazione conflittuale, i ragazzi saranno guidati nell’esplorazione di se stessi, che finisce col trasformarsi in esplorazione dell’“altro” diverso da me (ma forse non poi così tanto…). Al termine del percorso verrà introdotto ai ragazzi lo strumento della mediazione come mezzo attraverso il quale gestire il conflitto e ri-scoprire l’altro, grazie all’intervento di una figura terza imparziale.

La seconda tappa (rivolta a tutti gli studenti di seconda che, particolarmente stimolati dal percorso fatto in prima, dimostrano di essere interessati a diventare mini-mediatori), approfondisce in 12 incontri distribuiti nell’arco dell’anno scolastico il tema della mediazione, formando i ragazzi all’utilizzo di questo strumento. Si tratterà di un vero e proprio corso teorico e pratico, al termine del quale i ragazzi saranno pronti per intervenire, su richiesta, nella gestione dei conflitti scolastici.

La terza tappa, infatti, consisterà nella costituzione di una vera e propria équipe di mini-mediatori, attivi a turno durante gli intervalli per effettuare dei brevi colloqui con i ragazzi che, riconoscendosi in una dinamica conflittuale, richiederanno l’aiuto del mediatore per riuscire ad uscirne e per poter stare meglio. Durante tutta questa fase ai mini-mediatori sarà offerta una supervisione mensile per discutere in équipe i casi conflittuali e pianificare insieme eventuali tavoli di mediazione.

Classi Prime (4 incontri da 2 ore)

Cos’è un conflitto?

  1. Definizione
  2. Situazione o problema?
  3. Le 4 tipologie di conflitto
  4. Comunicazione e conflitto

Riconoscersi nel conflitto

  1. L’escalation: come riconoscerla (le tre fasi)
  2. L’escalation: come fermarla
  3. Dalla rabbia alla violenza
  4. L’importanza della richiesta d’aiuto
  5. Il processo di de-escalation

Tutti bulli? Tutti vittime?

  1. Il bullismo in generale
  2. Caratteristiche del bullo
  3. Caratteristiche della vittima
  4. Diverse tipologie di bullismo

Elementi di mediazione

  1. Una soluzione “possibile”
  2. Equivicinanza e terzietà del mediatore
  3. Caratteristiche del tavolo di mediazione

Classi Seconde (12 incontri da 2 ore, orario extra-scolastico?)

FORMAZIONE MINI-MEDIATORI (formazione specifica rivolta a gruppi di 10-12 ragazzi)

  1. Definizione di conflitto
  2. Definizione di mediazione
  3. Il problema “culturale” della mediazione in Italia
  4. Caratteristiche del mediatore:
  5. Ascolto attivo, empatia, osservazione      - 
  6. Equidistanza, equivicinanza      -
  7. La terzietà      -
  8. Dall’escalation alla de-escalation
  9. Gli errori da evitare
  10. Il primo colloquio
  11. Il tavolo della mediazione: le 3 fasi dell’incontro
  12. Gestire le domande e i silenzi
  13. L’importanza della consapevolezza
  14. Simulazioni pratiche di mediazione

Classi Terze

  1. Incontro di ripasso generale e pianificazione delle attività
  2. Apertura di uno sportello di mediazione durante gli intervalli (ragazzi formati in seconda)
  3. Supervisione mensile dell’équipe di mini-mediatori

EDUCAZIONE ALLA SCELTA

Come tutti i processi di apprendimento anche imparare a scegliere necessita di tempi lunghi; non si impara ad effettuare scelte adeguate in modo improvviso, quando ci si trova di fronte ad una decisione definita importante. Il processo di scelta coinvolge, infatti, numerosi aspetti, spesso non facili da acquisire, quali la capacità critica, l'autonomia di giudizio, l'abilità di difendersi dai condizionamenti, la conoscenza di sé. Si può per questo parlare di interventi di educazione alla scelta precoci, legati al vivere quotidiano.

OBIETTIVO

Lo scopo del progetto è offrire gli strumenti e le metodologie adeguate per effettuare una scelta il più consapevole e responsabile possibile, adottando le strategie più efficaci all'interno dei meccanismi decisionali che si attivano nel contesto individuale e in quello di gruppo.

METODOLOGIA

L'assunto metodologico fondamentale è quello di rendere gli allievi protagonisti attivi del proprio processo di scelta. Durante tutto il percorso, che sarà articolato in 4 incontri, gli alunni saranno coinvolti in situazioni di autovalutazione, di valorizzazione delle proprie esperienze, qualità e capacità personali, per una consapevolezza di sé sempre maggiore e per l'individuazione di strategie comportamentali idonee alla soluzione dei problemi. L'intero percorso guarda verso due direzioni, quella del singolo e quella collettiva; pertanto si alterneranno lavori individuali ad attività di gruppo, sempre partendo dall'esplorazione di sé e dall'approccio esperienziale, di modo che il concetto di scelta non risulti astratto, ma vicino e concreto.

A CHI

Il percorso è rivolto agli allievi delle scuole primarie (classi IV e V) e delle scuole secondarie di primo grado.

Se partiamo dal presupposto che un conflitto sia sempre un fatto relazionale, perché coinvolge due o più persone, è facile comprendere perché si dice che litigare spesso sia la conseguenza di una cattiva comunicazione. Per comunicare meglio e litigare meno, soprattutto in un contesto scolastico, è fondamentale intervenire sul gruppo classe rendendolo cooperativo piuttosto che competitivo e favorendo la consapevolezza che ciascuno dei bambini ha verso se stesso e le emozioni da lui provate. E parlando di litigi, tra queste emozioni sarà necessario mettere in evidenza la funzione della rabbia, che costituisce quasi sempre il primo gradino nell’escalation conflittuale: cos’è, com’è la si riconosce e come si affronta. In altre parole, è fondamentale conoscerla bene! La classe di scuola primaria sarà quindi guidata in un percorso di conoscenza rivolto dapprima verso se stessi e subito dopo verso gli altri: perché nel momento in cui comprendiamo meglio le nostre emozioni, non sarà più così difficile metterci nei panni di chi ci sta di fronte e capire la sua sofferenza, la sua solitudine, o magari la sua felicità… Perché in fondo, come recita l’etica Ubuntu “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”.

OBIETTIVI

  • Dare ai bambini della scuola primaria degli strumenti concreti per poter superare le situazioni conflittuali in un’ottica di cooperazione
  • Educarli al riconoscimento e alla gestione delle proprie emozioni, positive e negative
  • Permettere loro di familiarizzare con la propria rabbia, imparando a riconoscere il suo insorgere il prima possibile
  • Contribuire a divulgare in tutta la scuola un approccio alla gestione dei conflitti basato sullo strumento della mediazione

METODOLOGIA

Questo percorso rientra nel progetto “La Bottega di Umanità”, con il quale si intende promuovere una visione artigianale del lavoro sociale attraverso l’utilizzo e la divulgazione di diversi “attrezzi del mestiere”. Lo strumento utilizzato in questo caso sarà quello della “mediazione”, da intendere come pratica attraverso la quale si cerca di riparare un rapporto interpersonale che, per qualsiasi motivo, si è già incrinato se non addirittura spezzato.

Concretamente, il percorso sarà sviluppato su 3 incontri da 2 ore ciascuno, con un ulteriore incontro opzionale per le classi quarte e quinte.

Il primo incontro sarà dedicato al gruppo classe e alle relazioni che si sono già instaurate o che si stanno instaurando tra i compagni: attraverso attività e giochi interattivi verrà messa in evidenza l’importanza dell’approccio cooperativo quando ci si trova a dover risolvere un problema che coinvolge due o più persone all’interno della classe.

Il secondo incontro sarà dedicato alla conoscenza di sé e delle proprie emozioni, partendo dal generale per arrivare pian piano a focalizzare l’attenzione sull’emozione che più interessa l’argomento trattato: la rabbia. Al termine di questo incontro si inizierà a riflettere su un possibile cambio di prospettiva: dall’“io mi arrabbio quando…” si passerà all’“io faccio arrabbiare gli altri quando…”.

Il terzo incontro sarà invece interamente incentrato sul tema dell’empatia e della comprensione reciproca, cercando sempre attraverso giochi e attività coinvolgenti di capire come un cambiamento del punto di vista ci possa essere incredibilmente utile per uscire da un litigio, ritornando noi per primi a stare bene.

Il quarto incontro, opzionale ed eventualmente rivolto solo alle classi quarte e quinte, avrà la funzione di insegnare ai bambini più grandi della scuola ad utilizzare lo strumento della mediazione fra pari, diventando loro stessi dei piccoli mediatori in grado di intervenire in situazioni conflittuali tra i loro compagni più piccoli, agevolando il loro confronto ed aiutandoli a trovare una soluzione soddisfacente per entrambi.

Nel momento in cui la scuola aderirà al progetto, si ritiene inoltre utile coinvolgere l’istituto nel senso più globale possibile, organizzando almeno due incontri (uno per il personale scolastico e uno per le famiglie) di presentazione del progetto stesso. PER CHI Il percorso è rivolto agli alunni della scuola primaria. DOVE L’attività verrà declinata a seconda degli spazi scolastici messi a disposizione.

ART.3 DI[vers/sabil]ITA'

Quando instauriamo una qualche relazione con chi non conosciamo mettiamo automaticamente in atto un sistema che evidenzia tre momenti chiave: conoscere e riconoscere - provare empatia e scegliere - immedesimarsi e riflettersi. Pertanto, quando conosco qualcuno o vengo a contatto con una realtà a me sconosciuta, devo imparare a vederla contemporaneamente come uguale e diversa da me per riconoscerla, immedesimandomi in essa e vedendomi nel riflesso dell’altro, provando empatia e sentendomi parte di quell’altra realtà proprio perché l'ho conosciuta. Si arriverà così a scegliere l inclusione delle diversità per conoscere sempre meglio ciò che è diverso da me e ciò che sono io.

Tra le molteplici forme che la diversità occupa, quella della disabilità è forse la più immediata da etichettare; ma tutto ciò che è al di là dei parametri della normalità è disabilità. La questione sta nel capire cosa sianormale e cosa siadiverso: la medesima situazione calata in due realtà differenti viene interpretata con due modalità di lettura, pur essendo la stessa in entrambi i contesti.

OBIETTIVO

L’obiettivo di questo percorso è mettere in luce la positività della diversità; riflettendo insieme su come ciò che in prima battuta ci differenzia, se analizzato con maggiore attenzione, ci avvicina gli uni gli altri in una condizione di esseri umani DIVERSAMENTE UGUALI. Fornendo ai ragazzi strumenti che permettano loro di vedere l’individuo prima dell’elemento di diversità, la persona prima della disabilità. Facendo in modo che in nome dell’uguaglianza non avvenga un appiattimento dei bisogni del singolo, ma che si avverta e si viva la propria diversità come ricchezza di unicità appartenente esclusivamente al singolo.

METODOLOGIA

Questo percorso rientra nel progetto “La Bottega di Umanità” con il quale si intende promuovere una visione artigianale del lavoro sociale attraverso l’utilizzo e la divulgazione di diversi “attrezzi del mestiere”. Lo strumento utilizzato in questo caso sarà quello della “didattica sociale”, che consiste nell’utilizzare una determinata realtà sociale, apparentemente distante da quella a cui ci si rivolge, da una parte per aumentare le conoscenze nei confronti di questa realtà e dall’altra per spingere ad assumere una prospettiva diversa nel vedere le cose. Una prospettiva che magari si scoprirà non essere poi così distante dalla nostra.

La campagna tratta due argomenti a tutti noti, con questo percorso si vuole però avvicinare i ragazzi alle tematiche della diversità e della disabilità con una prospettiva che va oltre lo slogan “siamo tutti uguali”, specificando che “siamo tutti uguali perché tutti diversi”. Partendo dall’ articolo 3 della Costituzione, la classe approccerà al diritto di uguaglianza cogliendola come equità di trattamento.

Ogni incontro svilupperà uno dei tre momenti chiave del sistema che si attua quando si incontra una realtà diversa dalla propria; il percorso sarà in totale composto da tre momenti. Ogni lezione sarà costituita dauna parte didattica e una parte esperienziale; la prima includerà la trasmissione di nozioni in modo frontale, la visione di filmati e la condivisione di esperienze ed emozioni, la seconda prevederà l’apprendimento attraverso attività ludiche e di stimolazione corpo-mente.

A CHI

Il percorso è rivolto agli alunni della scuola secondaria di primo grado.

DOVE

L’attività verrà declinata a seconda degli spazi scolastici messi a disposizione.

SILENZIO Lo sconosciuto...

In una società dove la frenesia e il rincorrere sono compagni di viaggio insostituibili, il tempo è diventato sempre più prezioso ed introvabile.

È per questo che ormai noi adulti abbiamo plasmato i nostri giovani in piccoli e promettenti manager: non hanno più tempo per loro…

In questo muoversi tra mille impegni, uno più “importante” dell’altro, il giovane non sa più cosasia il silenzio; non conosce più i luoghi in cui poter stare solo con se stesso, sentirsi e riscoprire il “silenzio di ascolto” e il “silenzio di conoscenza”; ogni suo momento di silenzio è rotto e riempito, in questo modo il silenzio diventa una situazione spiacevole e problematica.

Il laboratorio vuole fornire gli strumenti adatti per riscoprirsi e imparare ad ascoltare, per scoprire insieme come una vita lenta possa essere anche non violenta!

OBIETTIVI

Lavorare su di sé e sulle proprie abitudini per capire e comprendere come alcuni atteggiamenti siano “dannosi” al nostro corpo e stile di vita.

Obiettivi Specifici

  • Riscoprire sé stessi attraverso il silenzio
  • Imparare ad ascoltarsi e ad ascoltare gli altri
  • Creare e rinforzare il gruppo classe
  • Prevenire e/o diminuire le tensioni all’interno della classe
  • Aiutare a vivere i luoghi con una tensione silenziosa
  • Riscoprire il “silenzio di ascolto” e il “silenzio di conoscenza”
  • Socializzare con gli altri, per mezzo di giochi silenziosi e di ascolto

METODOLOGIA

Questo percorso rientra nel progetto “La Bottega di Umanità”, con il quale si intende promuovere una visione artigianale del lavoro sociale attraverso l’utilizzo e la divulgazione di diversi “attrezzi del mestiere”. Lo strumento utilizzato in questo caso sarà per l’appunto quello del “silenzio”, con l’intento di dimostrare che in realtà parlare di silenzio, di meditazione e di consapevolezza, sia ai giovani che agli adulti, aumenta la percezione del sé e permette a queste persone di scoprirsi naturali (e non robot!)

Si utilizzerà inoltre in ognuno degli incontri lo strumento pedagogico del GIOCO.

Il percorso proposto si suddivide attraverso 4 macro aree:

  • Silenzio - Mondo
  • Silenzio - Classe
  • Silenzio - Io
  • Silenzio - Dentro Me

Il percorso che porterà alla riscoperta di una interiorità troppe volte soffocata.

Nel laboratorio è prevista una tappa zero in cui si analizzerà il binomio Silenzio – Rumore; da qui si scopriranno le varie gradazioni per comprendere tutto il percorso.

Per ogni incontro si prevede di utilizzare una scheda didattica differenziata.

Le tecniche usate per lo sviluppo delle singole tematiche sono tutte mirate ad un coinvolgimento attivo attraverso immagini, suoni e video.

PER CHI

Bambini della scuola Primaria Giovani della scuola Secondaria di Primo Grado

DOVE

L’attività verrà declinata a seconda degli spazi scolastici messi a disposizione.

CYBERBULLISMO ...identità da ritrovare...

Internet e le nuove tecnologie sono una preziosa risorsa per i ragazzi delle nuove generazioni che vivono quotidianamente il mondo digitale. Negli ultimi anni hanno creato un nuovo modo di comunicare e mantenere le relazioni, ma allo stesso tempo stanno esponendo i ragazzi ai rischi che questo nuovo mondo nasconde, se usato in maniera impropria. L’uso inadeguato di cellulari e internet può portare a commettere azioni che non di rado sfociano nell’illegalità e gli strumenti interattivi che il web 2.0 mette a disposizione possono essere adoperati per creare nuove forme di prevaricazione e violenza fra i ragazzi.Fra queste, la formaattualmente più diffusa nel mondo scolastico è il cyberbullismo, quel comportamento aggressivo con il quale un individuo o un gruppo, intenzionalmente, prevaricano e molestano un loro pari attraverso l’uso delle tecnologie. Diversi sono i tratti caratteristici che possono ricondurre al più tipico fenomeno del bullismo, con la grande differenza che la mediazione dello strumento tecnologico può rendere ancora più gravi le conseguenze di questo comportamento. Non occorre, per esempio, che il comportamento sia ripetuto nel tempo, perché il materiale pubblicato online va oltre lo spazio e il tempo: anche un singolo gesto può raggiungere un pubblico vastissimo e per un tempo potenzialmente illimitato. Inoltre la rete permette di mantenere l’anonimato dell’aggressore che ha la sicurezza di non essere scoperto oppure, nel caso si renda pubblico, mette in atto meccanismi di deresponsabilizzazione e depersonalizzazione.

Mandare messaggi ostili e provocatori, inviare commenti falsi o dispregiativi, rubare il cellulare o le password o utilizzare informazioni personali per denigrare una persona, escludere intenzionalmente qualcuno da gruppi, riprendere con un video situazioni in cui una persona subisce forme di violenza sono tutte forme di prepotenza online riconducibili al fenomeno del cyberbullismo.

OBIETTIVO

Promuovere lo sviluppo di atteggiamenti e comportamenti pro-sociali che portino alla costruzione di relazioni sane sia nel contesto scolastico che extra scolastico.

Obiettivi Specifici

  • Fornire informazioni ai ragazzi sui rischi che questi comportamenti posso portare sia in chi li subisce sia in chi li mette in atto
  • Riflettere su quali atteggiamenti possano essere considerati scherzi divertenti e quali invece sfocino nella violenza fisica e psicologica
  • Fornire strumenti ai ragazzi per riconoscere i comportamenti a rischio e per capire come eventualmente intervenire
  • Fare in modo che il cyberbullismo non si trasformi in una normale e accettata forma di comunicazione tra ragazzi
  • Promuovere metodologie di gestione dei conflitti basate sull’incontro faccia a faccia e sulla responsabilizzazione delle persone coinvolte (mediazione)

METODOLOGIA

Questo percorso rientra nel progetto “La Bottega di Umanità”, con il quale si intende promuovere una visione artigianale del lavoro sociale attraverso l’utilizzo e la divulgazione di diversi “attrezzi del mestiere”. Lo strumento utilizzato in questo caso sarà quello della “mediazione”, da intendere come pratica attraverso la quale si cerca di riparare un rapporto interpersonale che, per qualsiasi motivo, si è già incrinato se non addirittura spezzato.

La campagna si basa sui principi condivisi dal The BulliyngPrevention Program (BPP), progettato per combattere i fenomeni del bullismo nel sistema scolastico, ed ha come obiettivo la limitazione dei comportamenti inaccettabili ad esempio attraverso la creazione e la comunicazione di regole contro il bullismo, delle conseguenze negative che si incorrono alla violazione di questo regolamento, e la promozione di modelli dicomportamento positivi attraverso lo sviluppo di capacità-pro sociali.

Il tema verrà trattato utilizzando la rete e le tecnologie come risorse, ci si avvarrà dell’apporto degli strumenti messi a disposizione dal Progetto Tabby (progetto europeo per la Valutazione della Minaccia di Cyberbullismo nei Giovani)dove attraverso documenti audiovisivisi raccontano episodi di bullismo e cyberbullismo riscontrabili ogni giorno nelle scuole, utilizzando un linguaggio comunicativo condiviso dai ragazzi. L’utilizzo dei video permetterà attraverso un gioco di scambio di ruoli di mettersi nei panni degli altri e acquisire strumenti per gestire le situazioni di rischio.Nei primi 2 incontri la visione dei video permetterà la stimolazione di una discussione guidata sull’argomento. Successivamente in base alle riflessioni fatte verranno scritte dai ragazzi stessi alcune regole contro il cyberbullismo, le qualisaranno confrontate con la Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.Nell’ultimo incontro sarà presentato alla classe uno strumento utile alla gestione dei conflitti che si possono verificare nel contesto della classe sia a livello reale che virtuale; si tratta dello strumento della mediazione, grazie al quale sarà possibile ri-umanizzare e responsabilizzare le persone coinvolte nel conflitto prima che esso degeneri in aggressività e violenza.

Alla fine del percorso la classe avrà individuato le regole e i diritti per combattere il cyberbullismo, che verranno pubblicate sul social network della scuola/classe (se presente).

Tutti gli studenti che partecipano verranno invitati a compilare il questionarioTabby. Le risposte che i ragazzi e le ragazze forniscono saranno utili a stimare in che misura i loro comportamenti nella vita reale e in internet li pongono a rischio di agire o subire le prepotenze online.

A CHI

Il percorso è rivolto agli alunni della scuola secondaria di primo grado, il fenomeno del cyberbullismo raggiunge la sua diffusione maggiore negli studenti tra i 12 e i 14 anni.

DOVE

L’attività verrà declinata a seconda degli spazi scolastici messi a disposizione, privilegiando l’utilizzo di aule con la possibilità di proiezioni audiovisive.

EDUC@RCERE

PERCORSO RIVOLTO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO E SECONDO GRADO

EDUC@RCERE è una campagna – laboratorio di informazione sulla realtà del carcere.

La prospettiva che ispira la campagna pone particolare attenzione sull’unicità di ogni soggetto e fa dell’incontro e del non giudizio il punto di partenza necessario per affrontare un discorso che, pur focalizzandosi sulla condizione di vita delle persone detenute, ha molto a che fare con ciascuno di noi.

Perchè EDUC@RCERE ?

l progetto si rivolge agli alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado e ha come obiettivi:

  • La sperimentazione diretta dei luoghi di espiazione della pena per toccare con mano il problema della detenzione
  • La destrutturazione dell’idea comune di carcere, di pena e giudizio nei confronti dell’altro che non conosciamo se non attraverso gli occhi della cultura diffusa e dei mass media;
  • La trasmissione delle conoscenze che gli operatori di EssereUmani maturano quotidianamente incontrando i ragazzi del “Ferrante Aporti”.
  • La proposta di un modello di giustizia sociale più “umano”, che getta le sue fondamenta sulla condivisone, sulla collaborazione, sulla mediazione e sulla consapevolezza del fatto che, al di là del muro, si trova la sofferenza di persone come noi.

Come EDUC@RCERE ?

Si tratta di un percorso strutturato in due momenti: sarà possibile far fare ai ragazzi l’esperienza del carcere grazie alla collaborazione con il Museo dell’Ex Carcere “Le Nuove”, dopodiché gli operatori di EssereUmani, attivi presso l’Istituto Penale Minorile “Ferrante Aporti” con diversi progetti lavorativi e culturali, presenteranno ai ragazzi questa realtà discutendo con loro su quale debba o possa essere la funzione delle carceri, oggi, in Italia.

PRIMO INCONTRO (4 ore)

Visita guidata del Museo dell’Ex Carcere “Le Nuove” e discussione interattiva sul carcere minorile, sull’utilità e sulla funzione del carcere e, infine, sulle possibili alternative. I ragazzi saranno anche indirizzati a riflettere sulle differenze e sulle analogie tra la loro situazione e quella dei ragazzi detenuti, seguendo un filo logico che porterà al parallelismo tra la scuola e il carcere e che permetterà di rispondere alla domanda “cosa manca alla mia scuola?” da un punto di vista diverso (manca davvero qualcosa o possiamo considerarci già molto fortunati?)

SECONDO INCONTRO (2 ore)

Breve resoconto della visita e dell’attività del primo incontro (impressioni, dubbi, opinioni); attività in piccoli gruppetti per riflettere sul reato e sulle motivazioni che possono nascondersi dietro il compimento di un’azione illegale, attraverso la discussione di veri casi di cronaca; restituzione finale.

Compatibilmente con le esigenze di ciascuna classe, i due incontri avverranno a breve distanza l’uno dall’altro (una settimana circa). Sempre sulla base delle necessità della classe, sarà possibile rimodulare il percorso ed eventualmente ampliarlo.

Per ogni istituto scolastico coinvolto si prevede l’organizzazione di un incontro iniziale per presentare il percorso alla direzione e al corpo docente.

Con chi?

  • Associazione EssereUmani Istituto
  • Penale Minorile “F.Aporti” di Torino
  • Ufficio dei Servizi Sociali per i Minorenni di Torino
  • Museo del Carcere “LE NUOVE”

E dopo EDUC@RCERE ?

Al termine della campagna laboratorio le classi saranno invitate ad aderire alla filosofia dell’Associazione EssereUmani, la quale è applicabile a qualsiasi ambito sociale. Nel momento dell’adesione, la classe deciderà anche quale azione concreta intraprendere per mettere in atto tale filosofia.

CE.SE.DI

Dal 2015 ESSEREUMANI rientra nel Catalogo formativo delle proposte del CE.SE.DI

Anche nell’anno SCOLASTICO 2016/2017 è presente con due proposte inerenti

  • IL MONDO CARCERE
  • IL MONDO DELLA MEDIAZIONE

PER UN UOMO UMANO

Il Progetto PER UN UOMO UMANO  è frutto di una feconda riflessione comune di differenti realtà del terriotorio torinese su principi condivisi, nell'ascolto del vissuto degli studenti e della realtà socio – culturale in cui siamo immersi.

Il progetto ha come motore trainante l'Ufficio Scuola della Diocesi di Torino, è' rivolto alle classi delle Scuole di ogni Ordine e Grado.

 

Dopo sei anni di sperimentazione, riaffermiamo le linee guida delle precedenti edizioni,indicando il RI-ORIENTAMENTO dell'uomo dal DIS-AMORE all'AMORE, come parola chiave per rispondere all'emergenza educativa.

 Disamore - amore è quindi la finalità condivisa dalle singole Associazioni, che si concretizza nel passaggio :

        • dalla solitudine alla relazione
        • dalla superficialità alla profondità
        • dal relativismo alla verità.

E' l'idea condivisa di "uomo umano", capace di amare nei momenti diversi della propria
vita: nella gioia, nella sofferenza, nella relazione, nella solidarietà, nella conoscenza, nella verità.

La metodologia di lavoro privilegia la condivisione collettiva, mediante stimoli proposti alla classe e la successiva rielaborazione a livello individuale e di gruppo.
Le singole proposte prevedono un numero di incontri variabile da due a cinque.
Desideriamo con questo Progetto collaborare al compito educativo della scuola.

ESSEREUMANI fa parte del progetto dal 2015.

PROVACI ANCORA SAM

Il Progetto Provaci ancora, Sam! è nato a Torino nel 1989.

Il Progetto si rivolge a ragazze e ragazzi delle Scuole secondarie di primo grado che manifestano  problematiche scolastiche e sociali e ha lo scopo di prevenire la dispersione scolastica nelle scuole medie inferiori e di accompagnare i ragazzi al conseguimento della licenza media, predisponendo un ambiente educativo che favorisca l'apprendimento.

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